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PROCESSI DI OSSIDAZIONE

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Coloranti, Tensioattivi e Sostanze organiche refrattarie hanno in comune il fatto di essere formati da molecole organiche contenenti doppi legami.

Queste molecole organiche complesse vengono attaccate e “spezzate” dall'ozono. Quando il trattamento è seguito da una fase biologica, si ha formazione di molecole più semplici e più biodegradabili e, quindi, facilmente assimilabili dai batteri. I prodotti finali di questo processo sono molecole di ossigeno e acqua: l'ozono, quindi, è un ossidante che rispetta l'ambiente, non producendo fanghi o concentrati ed evitando i costi di smaltimento di questi ultimi.

In fase acquosa ed in particolare in presenza di acqua ossigenata, vengono a formarsi radicali ossidrile OH molto reattivi anche nei confronti di composti con legame Carbonio Idrogeno forte. 

In questo caso si assume che vengano a formarsi radicali secondo la reazione:


RH + -OH = R+ + H2O


la reazione procede poi con formazione di altri radicali secondo un processo tipico a catena. La reattività dell'ozono permette anche la degradazione di molecole stabilizzate per risonanza quali il benzene e fenolo.


Nel caso di acque con caratteristiche particolari o in caso di inquinanti particolarmente refrattari, è possibile realizzare un "Processo di Ossidazione Avanzata", combinando l'ozono con un altro ossidante come raggi U.V. o perossido di idrogeno. U.V. o perossido di idrogeno (H2O2) si comportano da catalizzatori, reagendo con l'ozono per formare radicali idrossilici OH- .

Questi radicali hanno un potenziale di ossidazione di 2,8 V, decisamente maggiore di quello dell'ozono, di 2,07 V che comunque resta il potenziale più elevato di quello di altri ossidanti singoli.



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