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RIMOZIONE DEL COLORE

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Il colore è dovuto ad organocomposti con doppi o singoli legami coniugati chiamati gruppi cromofori.

L'ozono è reattivo verso molecole con gruppi insaturi, distrugge il doppio legame carbonio - carbonio e rotto il gruppo cromoforo il colore scompare totalmente. Dato che l'assorbimento della luce è controllato dalle catene coniugate, la decolorazione può essere spiegata con la scissione di tali catene cosi che l'assorbimento della luce è trasferito dalla parte dello spettro visibile a quella invisibile.

Per quanto riguarda il colore il metodo di analisi secondo la normativa italiana prevede che il colore non debba essere più percettibile per diluizione 1 a 40 su uno spessore di 10 cm per gli scarichi in fognatura e diluizione I a 20 sempre su uno spessore di 10 cm per gli scarichi in acque superficiali.

Il problema del colore nelle acque di scarico si ha soprattutto nei reflui dell'industria tessile e/o affine. I coloranti tessili devono assicurare la permanenza del colore sul tessuto, per questo devono essere lavabili, resistenti alla luce ed insensibili all'ossidazione da aria.

Per tutti questi motivi i coloranti nell'acqua sono resistenti alla degradazione biologica e normalmente circa il 50% dei coloranti usati finiscono nelle acque di scarico. La degradazione del colore è un problema che spesso i trattamenti biologici da soli non riescono a risolvere.

I trattamenti principali per risolverlo sono:


  1. Flocculazione e precipitazione (non sempre raggiunge i limiti);

  2. Ossidazione chimica con ozono (raggiunge sempre i limiti).


Il primo sistema costa poco ma produce fanghi difficilmente smaltibili ed in quantità tali da rendere i costi per lo smaltimento inaccettabili.

Con l'ozono la degradazione del colore è pressoché completa pertanto oltre a rientrare nei limiti di legge per quanto riguarda le acque scaricate, è prospettabile, in relazione alle singole esigenze, un ricircolo delle acque reflue con notevole recupero dei costi di depurazione.
Contrariamente ad altri ossidanti (ipoclorito di sodio, reagente di Fenton etc., ) con l'ozonizzazione non si hanno prodotti residui formati dai coloranti. Il trattamento con ozono permette anche la disinfezione dei reflui, evitando la formazione di sostanze organoalogenate altamente tossiche connesse con l'impiego di ipoclorito di sodio.

Di solito nell'industria tessile ed affine il trattamento di rimozione del colore con ozono viene effettuato sull'effluente finale dell'impianto di depurazione in vasche di contatto con tempi di reazione che vanno dai 10 ai 15 min. In alcuni casi può anche essere applicato a monte di altre fasi di trattamento.

Normalmente il dosaggio di ozono per rimuovere il colore è notevolmente inferiore a quello richiesto per l'abbattimento dei tensioattivi; si ha, comunque, anche una certa riduzione di tensioattivi e COD, con percentuali medie che variano dal 10 al 30 %. La riduzione del COD è dovuta al fatto che l'ozono distrugge anche altre molecole organiche di diversa natura presenti nel refluo da trattare.

La completa degradazione del colore e la riduzione generalizzata degli inquinanti permette eventualmente la possibilità del ricircolo dei reflui; in relazione alle esigenze delle singole utenze si verifica il dosaggio di ozono necessario per ottenere un'acqua con le caratteristiche richieste.

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