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Il sistema di recupero/smaltimento del siero proposto è quello dell’utilizzo come componente per mangimi animali per l’alimentazione zootecnica.

Disfarsi del siero è un grosso problema; ma con le nuove tecnologie di filtrazione attualmente è possibile produrre sostanze ad elevato valore aggiunto nell’alimentazione zootecnica. Le tariffe per lo smaltimento per un caseificio che si trova a circa 50 km dal centro di trasformazione, si aggirano intorno a 35 €/tonnellata di refluo comprensive di trasporto.

Riferimenti legislativi per il processo di trattamento del siero di latte

Con il D.Lgs. 22/97 (“decreto Ronchi”) siero e scotta di latte:

  • sono rifiuti se impiegati tal quale nell’alimentazione zootecnica somministrandoli tal quale;
  • non sono rifiuti se entrano in un processo produttivo per MANGIMI.

Ad una legislazione troppo restrittiva, per ciò che riguarda il siero di latte, il legislatore pone rimedio attraverso due regolamenti comunitari che mettono in evidenza le specificità di questo refluo caseario svincolandolo dalle restrizioni dei normali rifiuti speciali non pericolosi:

  • Regolamento CE 1774/2002, entrato in vigore il 30.04.2003, introduce il concetto di SOTTOPRODOTTO di origine animale escludendolo dalla categoria dei RIFIUTI. I sottoprodotti di origine animale vengono classificati in 3 categorie. Inquadra SIERO e SCOTTA nella categoria III (rischi solo eventuali e comunque molto lievi) come sottoprodotti di origine animale ottenuti dalla fabbricazione di prodotti destinati al consumo umano;
  • Regolamento CE 79/2005 del 19.01.2005, applica quanto contenuto nel REG. 1774/2002 relativamente all’uso del latte, dei prodotti a base di latte e dei sottoprodotti del latte, classificati come materiali di categoria III definendo le condizioni di utilizzo e il trasporto.

La legislazione italiana che recepisce i regolamenti CE arriva con il “Codice Ambiente 2006” cioè con il Decreto Legislativo 152/2006. In esso vengono specificati in maniera chiara e definitiva le nozioni di rifiuto e sottoprodotto:

  • Nozione di rifiuto “qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nell’allegato A (categorie di rifiuti- residui di processi industriali) alla parte IV del presente decreto e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi”;
  • Nozione di sottoprodotto “I prodotti dell’attività di impresa che, pur non costituendo l’oggetto dell’attività principale, scaturiscono in via continuativa dal processo industriale dell’impresa stessa e sono destinati ad un ulteriore impiego o al consumo…”.

L’utilizzazione deve essere certa e non comportare condizioni peggiorative alla salute ed all’ambiente.
I sottoprodotti, quali il siero e /o la scotta di latte non devono sottostare alle procedure previste per i rifiuti.

Proprietà e caratteristiche nutritive del siero

Il siero di latte però è un alimento assai diluito, e il suo impiego tal quale è limitato dalla capacità gastrica dei soggetti a cui si somministra. Occorre quindi concentrarlo per ottenere buoni risultati in alimentazione animale. Al tempo stesso il pregio del siero sta nelle sue caratteristiche qualitative e più particolarmente nella composizione della frazioni proteica (lattoalbumine e lattoglobuline Lisina, Triptofano e alti Aminoacidi solforati quali Cistina e Metionina) e minerale (Calcio, Fosforo, Potassio, Ferro e Manganese), nonché nel contenuto in vitamine idrosolubili del gruppo “B”. Inoltre un notevole valore dietetico compete all’acido lattico e agli stessi batteri lattici dell’acidificazione spontanea.

Il siero è quindi una miscela di moltissimi costituenti, alcuni dei quali possono essere singolarmente molto preziosi per l’alimentazione zootecnica.

Tecnologia proposta per l'utilizzo di siero concentrato nell'alimentazione zootecnica

Utilizzando un impianto di concentrazione a mezzo di membrane filtranti (Osmosi Inversa o Nanofiltrazione), si può separare circa i 2/3 dell’acqua da un concentrato proteico liquido che può essere consegnato direttamente nell’ allevamento.

Il siero concentrato così prodotto è costituito da ca. 7,9 g/Kg t.q. di Proteine Grezze , 5 g/Kg t.q. di PDIN e 5 g/Kg t.q. di PDIE , con un Valore nutritivo pari a 0.09 UFL/Kg.

Un Kg. di sostanza secca da siero di latte fornisce circa 3.500 kcal/kg di energia digeribile corrispondenti ad un valore medio di 3.200 kcal/kg di energia metabolizzabile.

Una vacca può tranquillamente consumare siero di latte concentrato liquido in ragione di 2 – 5 Kg. di sostanza secca. E’ così possibile risparmiare foraggi, aumentare la produzione di latte ed il suo tenore in grassi e proteine se integrato in una corretta ed equilibrata razione alimentare. Così come può essere utilizzato anche nell’alimentazione dei vitelli.

Restiamo a vostra disposizione per effettuare una prova di filtrazione e per mettere a punto una procedura applicativa che consenta l’utilizzo di concentrato proteico liquido nella razione delle bovine e per la vitellaia.

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